Ricordi - PATRONATO PARROCCHIALE CONSELVE D.

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Ricordi

 
 
Signore, che mi hai gratificato in una maniera cosi travolgente.E questa esperienza ha segnato la mia vita Tuo P.Marcello

Caro Patronato di Conselve,
dopo 33 anni ti rivedo col pensiero e ti ripenso appassionatamente.

Sono arrivato da te nel 1964 ed ero giovane prete, ma con nel cuore un bollente carisma canossiano.
Ho capito subito che il Patronato di Conselve era un terreno particolarmente fertile, capace di rispondere alle sollecitazioni del carisma canossiano in maniera molto generosa. La catechesi è il punto chiave per ogni pastorale giovanile. E allora subito su questo terreno ha messo in azione tutti i mezzi che la pastorale di
allora offriva.
Ed ecco la precisa organizzazione catechistica con catechismi, pagina attiva, tesserine, bollini, presenze, concorsi, premiazioni, giornalini. Difficile che sfuggisse qualcuno all'appello!
Ricordo i bravissimi segretari e catechisti, come Beniamino Tessari, Mariano Sottovia, Erminio Gambato, Paolo Borella, Graziano e Pierluigi Pampaloni, ecc..
I "concorsi catechistici" sollecitavano una risposta appassionata da tutti i ragazzi. E al termine dell'anno la "macchina della verità" dava con imparzialità il voto finale ad ogni ragazzo, secondo il suo impegno.
La "macchina della verità" era un groviglio di fili, circuiti, lampadine lampeggianti, che ad un tratto faceva scattare una fotocellula per fotografare il ragazzo che aveva davanti. Bastava mettersi in testa il casco elettronico collegato con la macchina e subito i circuiti vari entravano in azione e si fermavano solo quando erano compiuti i calcoli necessari e naturalmente dopo aver scattato la foto del ragazzo preso in considerazione. E subito sullo schermo allora appariva il voto globale: Eccellente, Ottimo, Bravo, Mediocre, Scarso... Contemporaneamente usciva la pagella con segnate le presenza, assenze, voto di pagina attiva, condotta e naturalmente la foto del ragazzo stesso, il tutto in formato carta d'identità.
Nazareno Berto è toccata in premio una bicicletta, nuova fiammante, e, guarda caso, Nazareno è diventato campione italiano su pista (non certo per la bici vinta in Patronato).
E intanto i figlioli, attraverso la catechesi, crescevano nell'amore e nel timore di Dio. Il tutto è stato possibile per la preziosa collaborazione del gruppo dei catechisti sopra ricordati.

E anche il mese di Maggio è sempre stato un momento molto forte nell'educazione dei ragazzi di Conselve, nella chiesetta messa a nuovo.
Ma “Mens sana in corpore sano”. I ragazzi amano il gioco e il gioco organizzato. E allora ecco la trasformazione radicale del cortile del Patronato: furono abbattuti numerosi grossi pioppi per poter impostare in maniera totalmente diversa e funzionale i campi da gioco: campo da calcio, pallacanestro, pallavolo, tennis, altalene, passovolante, pista per il pattinaggio.

Non posso non ricordare le prestazioni dei fratelli Agostino, Gino, Aldo Picello, come pure il lavoro generoso dei fratelli Tescaro. Inoltre tutti questi campi sportivi furono illuminati a giorno grazie alla competenza e generosità del giovane Dante Petranzan.
Su questi impianti sportivi quanti appassionati tornei! Ma quando si arrivava alla finale ci voleva un arbitro competente e dal polso di ferro. Ecco allora l'autorevole figura del giudice Giancarlo Tiribilli. Quando c'era lui, e non diceva mai di no, si poteva stare tranquilli.
Ma anche la Sig.ra Tiribilli e la mamma quanto hanno lavorato e collaborato soprattutto per i vestiti del carnevale, momento gioioso vissuto intensamente nel Patronato.
E non dimentichiamo le generosissime Sig.ne Bertoli.

Una pagina a parte meriterebbero quelli della "mariana". Ricordo alcuni nomi che mi balzano in mente, ma moltissimi altri potrebbero essere ricordati: il carissimo Mario Sturaro, con Marco Benedetti, Anselmo Bertin, Ferdinando Tinello, Silvio Bacchin, Luigi Gallocchio, il maestro Petranzan, il prof. Tarrcisio Peraro e Mario Balielo.


Con Giorgio Gradella (a parte il suo essere Sindaco di Conselve, che gli fa onore) ho un conto sospeso per via di un campeggio Scout in Val Canali, concluso con una stupenda salita alla forcella Lede e ghiacciaio Fradusta. Ecc...
Caro Patronato di Conselve, devo fermarmi perché la folla dei ricordi mi sta travolgendo.
Chiudo, ma resti sempre nel mio cuore, perché quando si crede e ci si lascia invadere dal carisma canossiano e ci si incontra su un terreno pastorale come quello di Conselve, allora le esperienze che si vivono sono stupende e indimenticabili.

Grazie, Signore, che mi hai gratificato in una maniera così travolgente. E questa esperienza ha segnato la mia vita.
tuo P Marcello


RICORDI DI MARIO STURARO

Fra Mario Molin ha vissuto molti anni della sua vita di religioso tra i giovani di Conselve. Egli ha sempre dato il meglio di se stesso in tutte le attività che gli sono state affidate: dottrina cristiana, recite teatrali, gruppi Aspiranti e Luígini, giochi con i ragazzi. Ha fatto l'elettricista, il muratore, l'imbianchino, il fabbro, il falegname, etc.
A tutti i ragazzi che avvicinava aveva sempre una parola da dire o un richiamo da fare e, senza che questi se ne accorgessero, venivano conquistati dal suo fascino di grande forgiatore di anime.
Molti conselvani, «non più giovani», hanno ancora un vivo ricordo di Fra Mario; uomo dal cuore generoso e sensibile ha sempre amato i più umili e i più poveri.
Oggi Fra Mario svolge la sua opera, con immutato entusiasmo, a Rovereto di Trento. Formuliamo a Lui i nostri affettuosi auguri affinchè egli possa ancora per tanti anni svolgere la sua opera di apostolato in favore della gioventù.
Mario Sturaro.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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